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Olio extravergine di oliva, pericolo manipolazione per prezzi troppo bassi. No a 4 euro

Attenzione a cosa si mette nel carrello del supermercato perché il risparmio non è sempre un guadagno. Si tratta di una regola che vale soprattutto nel caso dell’olio extravergine d’oliva, patrimonio alimentare italiano. C’è una soglia di prezzo al di sotto della quale non può essere venduto ed è 4 euro. A detta degli esperti della materia nessun olio extravergine dovrebbe costare di meno perché non sarebbe economicamente sostenibile. In buona sostanza non può che essere manipolato chimicamente. Al di là dell’indispensabile attività di repressione delle frodi, l’ipotesi sul tavolo è quella di eliminare la dicitura extravergine per gli oli sottocosto.

Da queste premesse arriva l’appello di Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, la nuova organizzazione che unisce il 50% dei produttori italiani, nata dalla fusione di Cno e Unasco e presentata in una manifestazione con diversi rappresentanti del governo e del mondo agricolo, secondo cui se l’Italia ha intenzione di rilanciare la produzione dell’extravergine d’oliva nazionale è necessario bonificare gli scaffali dall’invasione del prodotto venduto a basso costo.

Il tutto avviene in un contesto italiano piuttosto preoccupante. Ci pensano i numeri a ricordare come questo non sia di certo l’anno più brillante per l’olio extravergine di oliva. Due casi valgano su tutti: la Xylella ha provocato molti problemi in Puglia e il meteo ha flagellato le regioni del Sud.

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