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Quella ragazza che non può schiacciare…

Sport che appassiona milioni di persone, la pallavolo ha cambiato molto nel suo progredire “fisiologico” adattandosi a tanti aspetti, persino il sistema di punteggio è stato modificato per rendere una partita meno lunga e più adattabile alle tempistiche televisive, guadagnando probabilmente in imprevedibilità e spettacolo. Ma una vera innovazione in questo gioco seguitissimo con sempre più enfasi è stata probabilmente l’introduzione di un nuovo ruolo, il libero. Vestito con una divisa che si differenzia, spesso esclusivamente per colore, dal resto delle giocatrici è il ruolo che si occupa principalmente dei fondamentali di seconda linea, racchiusi soprattutto nella ricezione e nella difesa del pallone. E’ quella giocatrice che vediamo sostituirne un’altra, di solito le centrali, senza fermare il gioco e per un numero illimitato di volte. 

Il libero, ruolo che anche la sottoscritta, Alessia Ameri, ricopre nella sua attività sportiva da ormai una decina di anni, ha subito comunque un cambio di percezione se si pensa alla fase iniziale del suo avvicendamento. Nella sua fase embrionale è stato probabilmente ancorato ad una visione marginale che non ne consentiva l’apprezzamento ottimale. Era quasi considerato il ruolo per chi non avesse la “statura” adeguata per schiacciare ed imporsi in categorie professionistiche, per cui una sorta di contentino a tutte quelle ragazze che, come me, non erano dotate di centimetri in abbondanza. Col tempo però la figura di questa giocatrice è diventata sempre più prepotente nel rimarcare la delicatezza dei gesti tecnici che le competono.

Alessia-Ameri-Volley-LiberoIl libero non può battere né effettuare colpi di attacco canonici riservati a chi ha la possibilità di giungere nella prima linea. Persino il fondamentale del palleggio può essere fatto senza oltrepassare la linea dei 3 metri. Ma questa giocatrice, all’apparenza relegata in una posizione secondaria, si occupa di ricevere, difendere, coprire e rigiocare palloni meglio di tutte le altre. Forse la statura non eccessiva è anche d’aiuto nella realizzazione di fondamentali che richiedono grande rapidità ed istinto.

Il libero è in realtà un ruolo anche molto delicato proprio per via dei contenuti gesti tecnici che può effettuare e che quindi richiedono una maggiore attitudine di esecuzione, considerando anche la grande concentrazione e lucidità che è necessario possedere perché è facile poter precipitare nel baratro della confusione e del conseguente errore causati dalla intensa pressione che si riversa su questa giocatrice, soprattutto come era all’inizio della sua comparsa quando non era nemmeno possibile poterla sostituire con un’altra giocatrice nei momenti di difficoltà. L’unica opzione nel caso in cui il libero risultasse molto deficitario era la finzione di un infortunio per farlo uscire dal campo, lasciando spazio ad un’altra giocatrice che, in modo spesso arrangiato, prendeva il suo posto. Adesso invece si è quasi sempre dotati di un’altra giocatrice, spesso più giovane, che si occupa di ricoprire questo ruolo e di essere pronta all’eventualità di entrare in campo e fornire il suo contributo qualora la giocatrice prescelta come titolare necessiti di una sostituzione.

Alessia_Ameri_Volley_ruolo_liberoIl libero è un ruolo che può farti sentire speciale. Il senso di responsabilità che ne discende e il grande rischio a cui ogni volta che scendi in campo ti esponi per l’evidenziazione assoluta dei pochi gesti tecnici che si è chiamati ad eseguire può assumere connotati piacevoli. Devi essere forte soprattutto psicologicamente e riuscire a reggere ogni pressione che la partita può riservare. Ma la perfetta esecuzione di un gesto tecnico ripaga di tutte le paure che si possono provare quando hai gli occhi puntati addosso.

Insomma è il ruolo che può ricoprire chiunque abbia grossa tenuta mentale, oltre a spirito di sacrificio e capacità di fare il “lavoro sporco”. Ma ricordate… se quel pallone non viene preso o viene preso male… non può essere nemmeno attaccato.  Parola di Alessia Ameri.

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