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Mihailovic ‘silurato’ da una fronda interna: ecco le ragioni del suo esonero

Con una telefonata breve e coincisa. l’a.d del Milan, Adriano Galliani ha deciso di comunicare il benservito al tecnico serbo Mihailovic, sostituito da Brocchi nel ruolo di allenatore rossonero. E’ toccato all’a.d riferire la decisione presa nella serata di lunedi da Berlusconi, dopo un vivace confronto ad Arcore. Mihailovic sapeva già da tempo di essere sulla graticola, ma coltivava la speranza di portare a termine la stagione quando mancano solo 6 gare alla conclusione del campionato, e soprattutto sperava di essere lui a guidare il Milan nella finalissima di Coppa Italia in programma a maggio all’Olimpico contro la Juventus. Un obiettivo che, qualora fosse stato centrato, avrebbe dato un altro spessore ad una stagione, fin qui, deludente.

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere della Sera, sarebbe stato determinante per la decisione di silurare il tecnico serbo, il parere espresso da alcuni senatori dello spogliatoio che non avrebbero goduto di grande considerazione da parte di Mihailovic.

Si tratterebbe di Boateng, di Menez, di Diego Lopez, Zapata e Jose Mauri, scarsamente impiegati nella stagione in corso e messi ai margini della rosa dall’allenatore uscente.

In tal senso una delle chiavi di lettura dell’esonero del tecnico la fornisce una dichiarazione a Mediaset di Melissa Satta, l’attuale compagna di Boateng che avrebbe stigmatizzato il pessimo clima che si respirava all’interno dello spogliatoio rossonero: ‘Con Mihajlovic la squadra non era serena, lo spogliatoio ne risentiva. Basta vedere il litigio con Menez. Brocchi è un grande uomo e finalmente lo spogliatoio potrà ritrovare la serenità perduta’.

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