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Le Convocazioni dell’Italia

Il tema più caldo della settimana sportiva è stato senza dubbio quello riguardante le convocazioni del CT Antonio Conte per l’ imminente Europeo in Francia, nobile competizione a cui purtroppo l’ Italia si presenta piena di incertezze, come mai probabilmente era accaduto prima durante la sua lunga e gloriosa storia calcistica. Le scelte di Conte sono inevitabilmente materia di discussione da diverso tempo sui giornali, sulle televisioni e sulle radio: del resto non potrebbe essere altrimenti dato che l’ argomento “convocazioni” sta particolarmente a cuore alla stampa e a tutti i tifosi italiani. Tuttavia ad animare le critiche e rendere il tutto ancor più scottante ci aveva già pensato lo stesso Conte, quando decise di annunciare in anticipo l’ accordo preso con il Chelsea confermando di conseguenza il suo addio alla Nazionale al termine di questi Europei.

Una vicenda delicata che sicuramente è stata gestita male a livello generale e, non che sia una novità, buona parte della colpa è da attribuire anche alla Federazione.

La crisi che sta attraversando il nostro calcio è sotto gli occhi di tutti, infatti le squadre di Club faticano ad imporsi in Europa già da qualche anno e la Nazionale è reduce dal disastro targato Prandelli al Mondiale brasiliano. Inoltre mettiamoci pure che i calciatori italiani dotati di talento cristallino e capaci di affermarsi a grandi livelli sbocciano sempre più col contagocce e ci renderemo conto quanto sia complicato per qualsiasi allenatore muoversi in un simile “deserto”. A dispetto però di un “assortimento” di giocatori così ristretto le aspre critiche al Commissario Tecnico sono puntualmente arrivate al momento delle convocazioni definitive.

In particolare la recente scelta di lasciare a casa giocatori in forma come Bonaventura e Jorginho, o un veterano come Pirlo, a vantaggio di chi quest’ anno ha giocato poco come ad esempio Sturaro o Zaza, o ha avuto un basso rendimento come Motta, Eder (almeno da quando è passato all’ Inter) e De Sciglio, ha destato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori e scatenato il malumore di una discreta parte del tifo. Il CT evidentemente ha voluto puntare quanto più possibile sul blocco juventino reduce da cinque scudetti vinti consecutivamente, scelta sensata per carità, ma è altrettanto vero che aumentare il tasso tecnico di un centrocampo davvero scadente a livello qualitativo non avrebbe certamente danneggiato gli equilibri della squadra.

Non è un caso dunque che mai come stavolta l’ Italia parta parecchio indietro nella griglia delle squadre favorite per il titolo. Pensate infatti che i pronostici di calcio di Euro 2016 offrono l’ Italia vincente all’ incredibile quota di 17,00, alle spalle di avversari come Inghilterra e Belgio (quotate a 10,00), dei campioni in carica della Spagna (6,25) e soprattutto della Germania campione del Mondo e della Francia padrone di casa: le due corazzate sono le principali favorite e vengono entrambe quotate a 4,00. Gli Azzurri sono stati inseriti in un gruppo ostico con Belgio, Svezia e Irlanda, ma per chi crede che possano qualificarsi alla fase successiva piazzandosi addirittura al primo posto, i pronostici di calcio propongono un’ Italia vincente del girone a 2,60. Qualcosa in meno vale la quota del Belgio favorito a 2,00, mentre, ovviamente, sono più staccate Svezia (7,00) e Irlanda (13,00).

Tra i pronostici di calcio più interessanti dell’ intero palinsesto è prevista anche la possibilità di scommettere su quale giocatore italiano segnerà più goal. Il centravanti Graziano Pellè dovrebbe essere il titolare pertanto la sua quota di 3,75 fa piuttosto gola, tuttavia non sono da meno le quote offerte per Zaza, Eder (6,50) e Immobile (8,00), mentre sono addirittura stratosferiche quelle di El Shaarawy, Insigne (entrambi ad 11,00) e Candreva (13,00). Curiosa pure l’ opzione che ipotizza un’ Italia incapace di segnare anche un solo goal: se siete così sfiduciati da pensare che gli Azzurri resteranno a bocca asciutta in tutte e tre le partite la quota relativa è pari a 51,00.

Una volta presa coscienza della lista definitiva dei giocatori convocati da Conte è naturale che adesso ci si chieda quale formazione il tecnico sceglierà di adottare in vista di tre incontri così impegnativi e ravvicinati. Il modulo di partenza dovrebbe essere il consueto 3-5-2, schieramento poco attuale e moderno, ma tanto caro al CT. La difesa composta da Buffon, Chiellini, Barzagli e Bonucci è il reparto che apparentemente offre maggiori garanzie, anche se le condizioni non ottimali di Chiellini potranno rivelarsi subito un problema. A centrocampo, considerando le pesanti assenze dell’ escluso Pirlo e degli infortunati Marchisio e Verratti, l’ uomo di esperienza a cui Conte si affiderà è naturalmente De Rossi, al cui fianco dovrebbero agire Motta (singolare l’ idea di affidargli la maglia numero dieci) e Parolo, protagonista di una stagione in chiaroscuro alla Lazio.

Gli esterni invece saranno chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nell’ economia della squadra: a destra ci sarà Florenzi (ma attenzione a Candreva), mentre a sinistra è ballottaggio tra Giaccherini (pupillo del tecnico) e Bernardeschi, nota lieta della lista che potrebbe rivelarsi determinante a gara in corso. Non va scartata neppure l’ ipotesi che prevede l’ accentramento di Florenzi al posto di Parolo con Candreva che andrebbe a posizionarsi sulla corsia di destra. Il tandem d’ attacco sarà formato necessariamente da Pellè e uno tra Eder, Insigne o El Sharaawy: il ballottaggio sarà serrato dato che all’ appello rispondono presente pure Immobile e Zaza.

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