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Il Cio contesta alcuni provvedimenti della riforma dell'ordinamento sportivo approvata dal Parlamento Italiano

Doccia fredda per l’Italia, a rischio la partecipazione a Tokyo 2020. La lettera del Cio

L’approvazione da parte del Parlamento Italiano della nuova legge sull’ordinamento sportivo è coincisa con una vera e propria doccia fredda per l’Italia. Alcune indiscrezioni pubblicate in anteprima dal Corriere della Sera a proposito di un possibile intervento del Cio nei confronti di un provvedimento ritenuto insufficiente, si sono rivelate fondate.

Ipotesi puntualmente verificatasi con l’arrivo di una lettera dal Cio contenente le preoccupazioni dell’organismo internazionale nei confronti di alcune norme che potrebbero intaccare l’autonomia del Coni. A rischio anche la partecipazione dell’Italia alle prossime Olimpiadi che si svolgeranno nel 2020 a Tokyo. E, fatto ancora più grave forse, l’Italia non potrebbe nemmeno più incaricarsi dell’organizzazione delle Olimpiadi invernale del 2026.

L’Italia potrebbe non partecipare alle Olimpiadi del 2024

Doccia fredda per l’Italia, ma giungono rassicurazioni

La doccia fredda per l’Italia è stata solo mitigata dalle rassicurazioni, giunte a stretto giro, del sottosegretario Giancarlo Giorgetti che ha parlato di malinteso che verrà presto superato senza alcun problema. I punti del disegno di legge che il Cio non ha digerito sono quello che riguarda l’organizzazione del Coni che non deve procedere attraverso decisioni unilaterali da parte del Governo.

La governance interna e le attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un micromanaging della sua organizzazione interna e delle sue attività. Inoltre le aree relative alle attività del Coni dovrebbero essere congiuntamente determinate con essi, in conformità con la Carta Olimpica e gli statuti delle rispettive Organizzazioni Sportive Internazionali alle quali sono affiliate.

Inoltre, il ruolo del Comitato Olimpico Nazionale non è strettamente limitato alle attività olimpiche, ma è quella di sviluppare, promuovere e proteggere il Movimento Olimpico nei rispettivi Paesi. L’altro punto su cui il Cio si è soffermato nella lettera inviata all’Italia riguarda il fatto che le entità che compongono il Coni dovrebbero rimanere vincolate agli statuti del Coni, della Carta Olimpica. E a quelli delle organizzazioni sportive internazionali alle quali sono affiliate, e dovrebbero completamente rendere conto al Coni per ogni specifica assistenza finanziaria e tecnica che possono ricevere dal Coni.

Lettera del Cio, per l’Italia a rischio le Olimpiadi

La lettera del Cio contiene altri rilievi ai provvedimenti della riforma dell’ordinamento sportivo approvata dal Parlamento. Il Cio ricorda ancora che “l’autonomia dello sport è formalmente stabilita in una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata a New York nel mese di ottobre 2014” .

E che “lo sviluppo dello sport in un Paese richiede una positiva collaborazione tra le autorità di governo e le organizzazioni sportive nazionali (includendo i Comitati olimpici nazionali e le federazioni sportive nazionali) al fine di costruire le relazioni in termini fruttuosi ed azioni complementari con benefici per lo sport e gli atleti”.

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