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Closing Milan, quando Berlusconi ignorò l’offerta di Sonny Wu: il retroscena

Una indiscrezione riportata da Tuttosport e Repubblica nell’edizione odierna ha riguardato un succoso retroscena sulla trattativa tra Berlusconi e Yonghong Li per la cessione delle quote di maggioranza del club di Via Aldo Rossi. La famiglia Berlusconi, alla fine di novembre dello scorso anno venne contattata dal fondo GSR che fa capo a Sonny Wu, interessato all’acquisto del club rossonero. In quella fase, Berlusconi avrebbe potuto decidere di trattenere la caparra versata da Yonghong Li, e cercare compratori che avrebbero potuto dare maggiori garanzie.

In questi mesi Berlusconi, in merito alla trattativa con Yonghong Li, si è difeso asserendo di avere sempre onorato i suoi impegni finanziari. Ma di fronte alla decisione della Uefa che ha respinto la richiesta di Voluntary Agreement del Milan, quella decisione di andare avanti con la trattativa, assume ben altri significati. Troppe incertezze sul rifinanziamento del debito che scadrà nell’ottobre 2018 e sulle garanzie finanziarie del principale azionista. Se Yonghong Li non riuscisse a trovare il modo di rifinanziare il debito di 303 milioni (contratto con Elliot) con il fondo Highbridge, la situazione potrebbe davvero precipitare. Secondo La Stampa, le possibilità che la solvibilità dell’attuale proprietà cinese è in fortissimo dubbio.

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