Signori, si parte: è Celtic League
02/09/2010
Duccio Fumero
sport/rugby-hour
Voti (17):
Venerdì inizia il campionato celtico, per la prima volta con due italiane presenti. Aironi e Treviso non vogliono fare solo da comparse.
Parte venerdì la Magners Celtic League, il campionato di rugby per franchigie che coinvolge Irlanda, Scozia, Galles e -da quest’anno- Italia. Dodici squadre, girone all’italiana con andata e ritorno, e infine playoff e finalissima. Un torneo in forte crescita, sia sportiva sia d’interesse, con alcuni dei più forti campioni al mondo della specialità.
CHI PUNTA AL TITOLO
La Celtic League (seppur ben divisa tra squadre ricche e forti e comprimari) è uno dei tornei più equilibrati, dove diversi fattori permettono di regalare sorprese durante la stagione. Gli impegni europei, che tolgono intensità e concentrazione ad alcune squadre sommati agli impegni delle nazionali, che tolgono campioni e scelte a molte compagini, offrono così un interessante stagione nella quale è difficile individuare fin da subito le favorite. Detto ciò, però, gli occhi sono giocoforza puntati su chi negli ultimi anni ha dimostrato di possedere una superiorità sulla distanza e campioni in grado di fare la differenza.
A partire dai campioni in carica, i gallesi Ospreys. I neri di Swansea hanno vinto meritatamente e nettamente l’anno scorso. Quest’anno partono con un handicap di quattro punti, ma con una rosa in gran parte confermata e una struttura che li candida almeno come semifinalisti. Se non si distrarranno troppo in Europa e se pondereranno bene le forze potrebbero puntare al bis.
Chi vuole vendicare la sconfitta della scorsa stagione sono i dublinesi del Leinster. Gli irlandesi, primi nella stagione regolare, hanno ceduto in finale agli Ospreys, ma quest’anno vogliono portare a casa almeno un titolo. Hanno le carte in regola per farlo, ma devono rafforzarsi soprattutto in prima linea se vogliono arrivare a fine stagione.
Sempre in Irlanda è il Munster la terza forza del campionato. La squadra di Cork è, insieme a Leinster, la formazione su cui si plasma la nazionale dei tutti verdi e ha un parco campioni da far invidia a chiunque. Proprio il gran numero di campioni e la doppia sfida celtica ed europea è il maggiore gap per gli irlandesi. Che devono giocare su due tavoli e fare i conti con le tante assenze nel periodo del Sei Nazioni.
Outsider, ma con possibilità di arrivare almeno ai playoff, sono le due scozzesi. Glasgow ha raggiunto le semifinali un anno fa, ma quest’anno si è un po’ indebolita perdendo pezzi da novanta come Dan Parks, ma resta una squadra giovane e in crescita. Come Edimburgo, che punta molto sul vivaio e su un gruppo solido e ormai abituato da tempo a giocare assieme. Le scozzesi (come le italiane) pagano pegno essendo solo due franchigie e dovendo quindi cedere i migliori giocatori durante le finestre internazionali. Ma hanno poche ambizioni europee, e potrebbero sfruttare la prima parte di stagione per mettere in cascina punti importanti.
Altri outsider di lusso sono i Cardiff Blues. L’anno scorso si sono prodigati in un’incredibile rimonta che li ha portati a un passo dai playoff. Se quest’anno riusciranno a ingranare fin da settembre potrebbero creare non pochi grattacapi alle big.
CENERENTOLE O PRINCIPESSE?
Sono le ‘seconde squadre’ delle loro federazioni, hanno rose meno ricche, budget ridotti, e tradizionalmente lottano nelle zone basse della classifica. Ma le altre quattro regine celtiche sono capaci di risultati a sorpresa, ed è un grave errore prenderle sottogamba.
A partire dagli Scarlets, una lunga e ricca tradizione che si scontra con un presente difficile. Penultimi la scorsa stagione, puntano molto sui giovani e avranno l’esperienza di una vecchia conoscenza degli Aironi, quel Gavin Quinnell che ha vestito fino a pochi mesi fa la maglia del Viadana. Potrebbero chiudere a metà classifica, subito alle spalle delle migliori.
Sono rimasti a sorpresa fin quasi alla fine a lottare per i playoff e hanno dimostrato di potersela giocare con tutti anche i Newport Dragons, lontani parenti di quella squadra che non si qualificava in Europa regalando un posto a un’italiana. Puntano a confermarsi anche quest’anno, con alcuni acquisti di qualità e la solita politica giovane.
Potrebbero fare tanto, ma alla fine languono nei bassi fondi i nordirlandesi dell’Ulster. Non hanno le bocche di fuoco dei cugini di Dublino e Limerick/Cork, ma una formazione d’esperienza e alcuni talenti che permettono di alternare prove mediocri a ottime prestazioni. Sono indeboliti, e rischiano di lottare anche quest’anno per un posto al limite della top 10.
E’ la cenerentola del torneo, ma sa far male anche alle regine. Connacht è arrivata ancora una volta ultima l’anno scorso, ma quest’anno punta a lasciarsi alle spalle qualche nuova vittima sacrificale. Molto giovane, è la franchigia degli esperimenti per l’IRFU, ma ha esperienza internazionale e non va sottovalutata.
E LE ITALIANE?
Aironi e Treviso inizieranno sabato sera la loro nuova avventura, con tante speranze e i piedi ben saldi per terra. Affrontare un torneo impegnativo come la Celtic League non sarà facile, nonostante le ottime rose delle due franchigie. Molti giocatori non sono abituati a questi ritmi, e passare dal blando Super 10 alla Magners (e farlo ogni sette giorni) sarà uno shock per molti. Bisogna evitare, quindi, facili esaltazioni o semplicistici disfattismi. Non sarà una stagione facile: arrivare 8/9 sarà un successo, ma abituarsi all’idea di chiudere la classifica dalla decima piazza in giù potrebbe non fare male.
Entrando nello specifico, Treviso ha sicuramente la rosa più compatta, già costruita un anno fa in ottica Celtic, e potrebbe sfruttare questo vantaggio per un avvio di stagione migliore. Le buone prestazioni europee dell’anno scorso fanno ben sperare, e qualche soddisfazione da qui a fine gennaio potrebbe togliersela. Poi arriverà il Sei Nazioni e sarà tutto più difficile.
Gli Aironi, invece, si sono mossi bene sul mercato, hanno forse qualche lacuna nel pack (soprattutto nei cambi), ma una squadra che per individualità può giocarsela in Celtic. Individualità che Franco Bernini dovrà trasformare in una squadra. E sarà questo il grosso handicap dei lombardo-emiliani, che rischiano di avere un esordio durissimo e dovranno crescere senza demoralizzarsi per migliorare con il tempo. Entrambe, comunque, devono vivere questa prima stagione come transitoria. Dovranno imparare, e puntare a crescere anno dopo anno.





