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L’ovale che verrà

04/06/2010       Autore Duccio Fumero       sport/rugby-hour     Voti (15):

Conclusa anche questa stagione di Super 10 con il trionfo di Treviso nella finale di Padova, ora lo sguardo è rivolto alla nuova avventura celtica e al futuro del rugby italiano.


L’ovale che verrà



TREVISO CAMPIONE

Sabato scorso si è giocata la finalissima del Super 10 che ha visto di fronte la Benetton Treviso e il Viadana, ovvero le due squadre che l’anno prossimo si sfideranno in Celtic League. Alla fine di una gara combattuta, nella quale i mantovani hanno creato più gioco, ma dove la mischia e la difesa di Treviso si sono dimostrate nettamente superiori, sono stati i campioni in carica veneti a sollevare il trofeo 2010, vincendo per 16-12. Una meta decisiva dell’ala Vilk nel primo tempo è bastata a Goosen e compagni per avere la meglio su un Viadana bello da vedere ma inconsistente, e che ha recriminato su alcune decisioni arbitrali. Alla fine, però, risultato giusto e l’ultimo campionato d’Eccellenza preceltico si è chiuso con la vittoria della squadra favorita. E della più forte.

LAVORI IN CORSO

Neanche il tempo di farsi la doccia e Treviso e Viadana si sono subito messe all’opera in vista della prossima stagione, quando Benetton e Aironi esordiranno nella lega celtica. Cioè il campionato che raggruppa le franchigie d’Irlanda, Scozia, Galles e -da quest’anno che verrà- Italia. Lavori in corso che si chiamano mercato e colpi. Al momento il colpo più grosso l’hanno messo a segno gli Aironi del Po che si sono portati a casa per un anno Danwel Demas, fortissimo trequarti sudafricano di 28 anni, con una grande esperienza internazionale nel rugby seven e qualità tecniche non indifferenti. Insieme a Demas sbarcano nella bassa padana anche il pilone azzurro Totò Perugini, l’ex numero 8 del Munster Nick Williams, l’utility back Paolo Buso e -a quanto pare- sta per firmare anche l’apertura del Padova Ludovic Mercier.
In casa Treviso invece i rinforzi al momento si chiamano Edoardo Gori, il giovane e talentuoso mediano di mischia del Prato; Paul Derbyshire, seconda/terza linea azzurra di Padova e Gonzalo Padrò. Questi gli ultimi colpi che si vanno ad aggiungere a quei giocatori (per lo più italiani e in orbita nazionale) sui quali la Benetton aveva già messo le mani da tempo. Come Andrea Pratichetti, reduce da un’ottima stagione a Rovigo, Kristopher Burton, apertura di Prato, così come Manoa Vosawai, Francesco Minto, Valerio Bernabò, Michele Sepe, Matteo Pratichetti e Ludovico Nitoglia. Insomma, sia Treviso che Viadana stanno attrezzandosi al meglio per l’avventura celtica, puntando forte, come d’obbligo, sugli italiani (sia d’esperienza sia giovani) e scegliendo con cura i pochi stranieri a disposizione.

CAMPIONI D’EUROPA

Ma lo scorso weekend è  stato caratterizzato anche dalle finali degli altri campionati europei, che tra conferme e sorprese hanno regalato tre match avvincenti e di qualità. In Francia, dopo un’attesa di 74 anni e tre finali consecutive perse, il Clermont di Gonzalo Canale si è laureato campione, sconfiggendo in finale un brutto Perpignan. Il Clermont ha fatto la partita, ha sfruttato la giornata no di Porical al piede e ha portato a casa un meritato successo che spezza un incantesimo lungo una vita. 
In Inghilterra, invece, tutto come da pronostico. I Leicester Tigers di Martin Castrogiovanni hanno avuto la meglio sui Saracens di Aguero e Ongaro, e si sono riconfermati campioni della Guinness Premiership. Un match emozionante, quello di Twickenham, con le due squadre a darsi battaglia per tutti gli 80’: le Tigri prendono il largo, vengono raggiunte e a pochi minuti dal termine superate dal piede perfetto di Jackson. Quando per i Sarries la vittoria sembra a portata di mano, però, la furbizia e la voglia di vincere di Leicester ha la meglio, e una meta di Hipkiss decide il match a favore dei Tigers.
Chiude la giornata ovale la prima finale nella storia della Celtic League. Di fronte Leinster e Ospreys, teatro della sfida l’RDS Stadium di Dublino. Partono forte i gallesi, e un primo tempo perfetto di Byrne e Bowe regalano il terzo successo agli Ospreys, che limitano al massimo il gioco irlandese e permettono a Jonathan Sexton di marcare solo quattro piazzati che risultano inutili. Si chiude così la Celtic League. L’ultima senza squadre italiane.

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