Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Bookmark and Share
Direttore responsabile: Glezos Alberganti
ACAB, senza bisogno del cinema

Manuela Arcuri

Nina Senicar

Andrea Bargnani

Danilo Gallinari

Lory Del Santo

BerluscLoni

Photo gallery
Il Compagno Totti

Europa KO

17/06/2010       Autore Duccio Fumero       sport/rugby-hour     Voti (13):

Tre sconfitte pesanti e un solo successo nel primo weekend di test match per le formazioni del Sei Nazioni. E sabato tocca all' Italia.


Europa KO


DISFATTA NERA

L'Irlanda arrivava in Nuova Zelanda con il sogno di sfatare un tabù lungo una vita: battere gli All Blacks, e farlo a casa loro. Un sogno che per i tuttiverdi dura meno di un quarto d'ora. Il tempo di subire la prima meta dei padroni di casa,  e soprattutto di vedere il loro numero 8 -Jamie Heaslip-  rifilare due ginocchiate a Richie McCaw e venire espulso. Se giocare contro la Nuova Zelanda è già impresa improba, farlo in 14 uomini per 65 minuti è pressoché impossibile. Il risultato è stato un match a senso unico: una serie impressionante di mete (nove quelle subite dall'Irlanda alla fine) e un risultato (66-28) che parla da solo. A ciò si aggiunga l'espulsione temporanea di O'Gara, a dimostrazione di una mancanza di lucidità degli ospiti, e il fatto che le mete irlandesi sono quasi tutte giunte quando gli All Blacks avevano schierato una squadra sperimentale e avevano alzato il piede dall'acceleratore. Una sconfitta che fa male e che deve far pensare Declan Kidney a poco più di un anno dai mondiali. Per la Nuova Zelanda una prova di forza che, invece, non deve illudere. Quella incontrata non era la vera Irlanda, e soprattutto le vere sfide devono ancora arrivare.

SOLO MISCHIA

Se il risultato non è stato devastante, il gioco mostrato dall’Inghilterra in Australia conferma tutti i limiti tattici e tecnici della gestione Johnson. Una mischia forte, sulle cui spalle ricade l’intero onere di portare avanti una squadra che nelle retrovie sembra incapace di costruire una sola azione di qualità. L’Australia fa il suo dovere, Robbie Deans schiera una squadra giovane, il coach neozelandese continua a costruire la squadra pensando al 2011 e alla fine porta a casa una vittoria meritata e netta. Il 27-17 per i Wallabies, infatti, non racconta a pieno un match che ha visto i padroni di casa creare, divertire e realizzare tre belle mete. Dall’altra parte le uniche occasioni -e le uniche mete- sono giunte dalla spinta della mischia inglese, forte ed esperta, cui Deans aveva contrapposto una prima linea quasi esordiente. Insomma, una vittoria che vale doppio per l’Australia e un ennesimo campanello d’allarme per l’Inghilterra. E la solita, vecchia domanda: ma Martin Johnson è il coach giusto?

SUDAFRICA MONDIALE

Vuvuzelas. 4-4-2. E’ più  bello Ronaldo o Cannavaro? Dove arriverà l’Italia di Lippi? Spagna o Brasile la favorita d’obbligo? Questo giugno regala un Sudafrica al centro dell’attenzione mondiale per il calcio, ma gli Springboks non sembrano essere distratti da futilità del genere. Nel big match del weekend, quello che ha visto i campioni del mondo (di rugby!) sfidare i campioni del Sei Nazioni, la superiorità sudafricana è apparsa in tutta la sua eccezionalità. Una superiorità che va oltre al 42-17 finale: una forza mentale e tecnica che si è evidenziata dalle due mete nei primi sette minuti, dalla facilità con la quale Steyn e compagni hanno gestito il vantaggio e dalla superiorità -a volte imbarazzante- in touche e mischia. Non c’è stato un fondamentale nel quale la Francia abbia saputo imporsi, sia con il pack sia con i trequarti. Alla fine, le cinque mete realizzate stanno anche strette al Sud Africa, che forse nella ripresa avrebbe potuto spingere ancora un po’ per rendere più amaro il calice francese.

SCOZIA CORSARA

E’ stata l’unica europea a portare a casa lo scalpo avversario, seppur quello forse meno nobile e di certo il più europeo. La Scozia espugna Tucuman, e batte l’Argentina alla fine di un match combattuto ed emozionante. A fare la differenza nel punteggio il piede di Dan Parks, che dopo un primo tempo in chiaroscuro sale in cattedra e porta a casa i 24 punti che servono agli Highlanders per avere la meglio dei Pumas. Ma non si deve pensare a una Scozia brutta ma cinica. La squadra di Andy Robinson gioca benissimo in mischia, rende difficile la vita all’Argentina, soprattutto nella ripresa, e più volte cerca di creare gioco. Certo, resta il pesante limite scozzese di non saper andare in meta. Ma la mole di gioco creato, l’ottima difesa, l’impostazione aggressiva del pack e un Parks in queste condizioni bastano e avanzano per avere la meglio su un’Argentina che parte forte, ottiene una meta fantasma, ma piano piano si spegne e nella ripresa è la brutta copia della formazione sudamericana vista per 40’.


ducciofumero@blogosfere.it

http://rugby1823.blogosfere.it

Commenti: (0)