Un mercoledì da pazzi
30/04/2010
Duccio Fumero
sport/rugby-hour
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Alle prese con Celtic League e Super 10, in casa FIR è stato un metà settimana di fuoco. O forse da manicomio, con decisioni che continuano a essere sempre più cervellotiche.
Era qualche giorno che il mondo ovale non dava segnali di vita. Poche notizie, nessuna interessante: qualche curiosità dall'estero e poco più. Ma è bastato un tranquillo mercoledì pomeriggio per ridare pepe al rugby nostrano.
LISTONI E LISTINI
Finalmente, dopo tanto tribolare, la FIR ha annunciato la lista di giocatori d'interesse nazionale i cui stipendi celtici verranno pagati al 60% dalla Federazione stessa. Giocatori d'esperienza o giovani importanti in ottica Nazionale e che, se impegnati con regolarità dalle due franchigie azzurre, non graveranno totalmente sulle loro casse. La commissione federale, composta da Carlo Checchinato, Nino Saccà e Nick Mallett (con la compartecipazione di chiunque avesse interessi in merito), ha stilato tre gruppi di giocatori. Il primo è quello composto dal nucleo storico azzurro, cui la FIR pagherà gli emolumenti se disputerà non più di 30 partite tra Nazionale, Celtic League e Heineken Cup. Insomma, un uso parsimonioso delle forze spesso non più fresche italiane.
Il secondo gruppo, invece, è quello dei giovani non ancora totalmente esplosi: promesse da mantenere, ma che già bazzicano il giro azzurro. Per loro, invece, la richiesta alle franchigie è di impegnarli per almeno 900 minuti tra Celtic League e Heineken Cup, il che equivale a poco più di 11 partite intere. Chi di questo gruppo non verrà scelto da Aironi o Treviso, ma finirà in Super X, farà avere alla sua società un bonus economico, ma non il rimborso del 60% dello stipendio.
Infine il terzo gruppetto, più ristretto, di “scommesse per il futuro”. Ovvero i giovani di belle speranze, molti ancora in Accademia (classe 1990/1991): per loro ci sarà un contributo se giocheranno in Super X, anch'essi per almeno 900 minuti.
Al di là dei nomi, che in alcuni casi lasciano perplessi mentre in altri brillano per l’ assenza assurda, sono molto interessanti le norme a corollario dei listoni. La FIR, infatti, ha confermato che durante il periodo dei test match e del Sei Nazioni il Super X si fermerà (non così la Celtic), e che quindi le due franchigie potranno prelevare giocatori del campionato d'Eccellenza per completare le loro rose in assenza dei nazionali. Ma ne potranno prelevare solo 2 per club (e il rimborso per i club sarà ridicolo, visto che si parla di 1000-1500 euro). E quindi? Si capiscono subito due cose: la prima è che gli Aironi spalmeranno tra i loro club i giocatori d'interesse nazionale e non rinunceranno a nessuna squadra, nonostante alcune siano in profonda crisi. La seconda è che a Treviso non conviene fare una seconda squadra, da cui potrebbe prelevare poco o nulla, ma è meglio che si coordini con le altre formazione del Veneto. Insomma, la FIR decide tutto anche quando fa finta di lasciare massima libertà. Queste le liste federali:
- LISTA 1. Prime linee: Aguero, Castrogiovanni, Cittadini, Festuccia, Ghiraldini, Ongaro, Perugini, Staibano. Seconde: Bernabò, Bortolami, Del Fava, Geldenhuys. Terze: Ma. Bergamasco, Derbyshire, Parisse, Sole, Vosawai, Zanni. Mediani: Bocchino*, Canavosio, Gower, Marcato, Picone, Tebaldi. Trequarti: Mi. Bergamasco, Canale, Garcia, Masi, McLean, M. Pratichetti, Robertson, Sgarbi.
- LISTA 2 Prime linee: D'Apice*, Manici*, Ravalle*. Romano. Seconde: Fumo*. Terze: Favaro*. Giusti*, Minto, Petillo*. Mediani: Gori*, lannone*. Trequarti: Benvenuti*, A. Pratichetti*, Quartaroli*. Ricciardi, Rubini, Venditti*.
- LISTA 3 Prime linee: Fazzari*. Seconde: F. Cazzola*. Santelli*. Terze: Belardo*. Cicchinelli*. Mediani: Callori di Vignale*, Alb. Chillon*. Trequarti: Benettin*, Rodweir, Trevisan*.
(*: membri o ex dell'Accademia)
TELEINVISIBILI
Restiamo in Celtic League, ma spostiamoci sul satellite. Questione diritti TV: il Board celtico, accettando Aironi e Treviso, ha imposto che fosse lui a contrattare i diritti per l'Italia e non la FIR, che si era dimostrata incapace. Beh, non è che i celti stiano facendo di meglio. Con Sky le trattative proseguono, ma molto a rilento: la differenza tra richiesta (circa 1.5 milioni) e offerta (non più di 5-700mila) è forte. Altre alternative al momento sembrano poco probabili, con La7, Rai, Mediaset o altri nuovi canali digitali che difficilmente offriranno più di Sky, per un prodotto che sembra più una scommessa folle che un investimento. Quindi non si sa ancora nulla, quando uno dei piatti forti che la Federazione aveva offerto al Board per accettarci era proprio il grande bacino d'utenza italiano. Bacino che si sta sempre più prosciugando.
SANGUE E ARENA
Ma l'apoteosi della figura da cioccolatai (o altro, il colore non cambia) la Federazione italiana della palla ovale l'ha raggiunta con la scelta della sede della finale di Super 10 del prossimo 29 maggio, cioè tra un mese esatto. Ma andiamo con ordine. Già all’inizio del Sei Nazioni, fonti interne alla FIR davano come possibile sede della finale italiana l’Arena Civica di Milano, da quest’anno casa dell’Amatori. Stadio storico (vi si è giocato il primo match interno dell’Italrugby nel 1930), centrale, bellissimo. Passano un paio di mesi, e all’ultimo Consiglio Federale viene ratificata la candidatura meneghina. Passa qualche giorno, e arriva l’ufficialità: la finale del Super 10 2009/2010 si terrà a Milano, Arena Civica. E qui iniziano a nascere i dubbi. L’Arena, bellissima, ha però un paio di difetti: manca la tribuna coperta, mancano servizi igenici adeguati, e causa pista d’atletica ha un terreno di gioco ridotto. Lo sanno tutti, tranne che in FIR. Infatti, a un mese esatto dalla finale, ecco che ieri arriva il contro annuncio. “Scherzavamo, l’Arena ha il campo troppo piccolo e non se ne fa nulla”. E ora, a 30 giorni dal match, si è alla disperata ricerca di un’alternativa, dopo almeno tre mesi in cui si sapeva dell’opzione Arena. Ma in Federazione cos’hanno fatto, in questi tre mesi? Nessuno si è premurato di venire a Milano a vedere lo stadio? Nessuno ha fatto una ricognizione preventiva, prima di dare l’ok? No. Tanto, una figuraccia in più o in meno cosa cambia?
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