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La testa altrove

10/03/2010       Autore Duccio Fumero       sport/rugby-hour     Voti (24):

Il quarto turno del Sei Nazioni è dietro l’angolo, ma il mondo ovale tricolore pensa ad altro: con l’ammissione di Treviso e Viadana nella Celtic League, il dado è finalmente tratto.


La testa altrove

Si avvicina il quarto turno del Sei Nazioni, l’Italia è pronta a sbarcare a Parigi. Ma l’attenzione generale è rivolta alla Celtic League, che dall’anno prossimo vedrà in campo Treviso e Viadana.

PARIGI VAL BENE UNA MESSA

Partiamo però dal Sei Nazioni. L’Italia, dopo il successo con la Scozia, è chiamata a una sfida difficilissima in terra francese. La squadra di Marc Lievremont conduce il torneo a punteggio pieno, ha battuto nettamente i campioni in carica dell’Irlanda, ha vinto con Scozia e Galles,  e ora aspetta le due sfide con l’Italia e l’Inghilterra per issarsi sul trono d’Europa. I bookmakers non hanno dubbi sul successo francese, e anche il Grande Slam sembra ormai una formalità. Di contro, invece, Nick Mallett si è tolto il peso dei zero punti in classifica, e arriva all’appuntamento con una squadra in forma, senza infortuni e dal morale ritrovato. A Parigi sarà dura, durissima. I transalpini hanno una delle mischie più forti al momento, una mediana giovane e talentuosa e trequarti che possono fare male in qualsiasi istante del match. Per l’Italia, quindi, si prospetta un match sulle barricate. Sarà ancora una volta la difesa azzurra la protagonista: la filosofia mallettiana del non prenderle sarà quella più ovvia da presentare in campo. Ma sarà la mischia la chiave di volta. Il pack azzurro non ha ancora convinto al massimo, in touche è carente e in mischia chiusa subisce spesso, anche per le difficoltà d’interpretazione arbitrale. Ma è proprio dalla mischia che si può decidere l’incontro. Essere rapidi a sostenere il placcatore, lavorare bene in ruck, sporcare i palloni in uscita dai raggruppamenti e mettere pressione alla mediana: questo l’imperativo se non si vuole subire una pesante lezione di rugby. Vincere? Difficile, quasi impossibile. Giocare bene e offrire del bel rugby? Da suicidi, questa volta. Sarà l’ennesima battaglia di trincea, sarà un nuovo ping pong al piede e non sarà un match da annali del rugby. Ma se vogliamo uscire a testa alta da Parigi, è questo che dobbiamo offrire.

IN VIAGGIO VERSO CALCUTTA

Al Murrayfield di Edimburgo va in scena la sfida tra Scozia e Inghilterra. Match che vale la Calcutta Cup, uno dei trofei assegnati storicamente durante il Sei Nazioni e che va a chi vince la partita tra le due squadre che per prime si affrontarono nella storia. Match tra due formazioni con problemi. La Scozia, ferma a zero punti, rischia cucchiaio e whitewash se non riesce a imporsi sabato contro i rivali inglesi. Per farlo, Andy Robinson conferma quasi completamente la formazione sconfitta dall’Italia al Flaminio, con il solo innesto nella trequarti dell’ala Nick De Luca al posto di Simon Dainelli. L’Inghilterra, invece, arriva all’appuntamento senza Simon Shaw (infortunato), ma con un ritrovato Delon Armitage a estremo. Per Martin Johnson una nuova prova d’appello, per un futuro che è sempre più nero per l’ex eroe inglese. Nonostante le due vittorie, infatti, l’Inghilterra non ha convinto e sono molti in Patria pronti a impallinare il mister in caso di nuova sconfitta. Match che sulla carta potrebbe rilanciare le speranze inglesi in ottica trofeo, ma che virtualmente non ha nulla da dire per la classifica. Troppo più forti Irlanda e Francia, per questa Inghilterra.

RUGBY SPETTACOLO

Promette di essere il match più spettacolare del fine settimana, ma come sempre le promesse vanno mantenute. Irlanda e Galles si sfideranno sabato in un match che per i tutti verdi vuol dire restare in corsa per il titolo, mentre per i Dragoni significherebbe salvare una campagna invernale con troppi bassi e pochi alti. Di fronte due squadre che giocano un rugby aperto, spesso spregiudicato, dove non sempre il raziocinio la fa da padrone. Il Galles è però in piena emergenza infortunati, e rischia di presentarsi a Croke Park con le ali spezzate prima ancora del fischio d’inizio. L’Irlanda, invece, dopo la batosta parigina si è ripresa espugnando Twickenham ed è tornata in corsa per il titolo, anche se la Francia appare irraggiungibile. Le tante assenze -soprattutto in mischia- per il Galles fanno immaginare un match improntato ancora una volta sulla velocità dei trequarti, con il pack chiamato a limitare i danni e la mediana, con l’inesperto Rees a numero 9, che deve inventare qualcosa per far arrivare l’ovale ad Halfpenny e Shane Williams, le vere armi in mano al Galles. Di contro, l’Irlanda arriva abbastanza rodata all’appuntamento: sta crescendo bene, e tutto dipende dalla conferma o meno di Sexton in mediana. Puntare sul giovane (discreto ma non entusiasmante a Londra) o tornare su O’Gara, affidabile ma ultimamente troppo altalenante nelle prestazioni.

FATTORE CELTICO

E alla fine fu Celtic League. Dopo un anno di polemiche, guai, retromarce, annunci e smentite, finalmente lunedì è arrivato il tanto sospirato sì all’ingresso italiano nella lega celtica. Dalla prossima stagione, quindi, Benetton Treviso e Aironi Viadana parteciperanno al campionato che racchiude le franchigie di Irlanda, Galles e Scozia. Una scelta volta ad aumentare il livello del rugby d’elite italiano, offrendo un palcoscenico internazionale ai giocatori d’interesse nazionale, ma che lascia anche dubbi e paure. Se sicuramente la scelta celtica aumenterà nel breve periodo la qualità della nazionale italiana, difficilmente potrà bastare da sola. Senza una base territoriale, senza dei vivai vivi e senza la visibilità mediatica dell’intero movimento, sarà difficile reggere in piedi la Celtic League. Per questo la Federazione dovrà lavorare su due fronti. Ovvero non limitarsi a tenere pulita la vetrina dei gioielli di famiglia (Nazionale, Aironi, Treviso), ma anche e soprattutto foraggiare e far crescere l’humus ovale sparso sul territorio italiano. Insomma, dalla prossima stagione i migliori giocatori italiani si confronteranno settimanalmente con Munster, Leinster, Ospreys, Edimburgo e le altre compagini celtiche. Un passo importante per il rugby italiano, e speriamo un passo importante per tutto il movimento.

ducciofumero@blogosfere.it

http://rugby1823.blogosfere.it



Commenti: (3)

test

Inviato da Archivio il 14:37
test

Hurrà!

Inviato da barryjohn il 17:22
Funziona veramente! Come si dice,"io voglio vincere, tu vuoi perdere onorevolmente". C'è una bella differenza, anche se contro queste squadre non riuscirà mai, Scozia esclusa.

Missione riuscita

Inviato da mottavisconti5 il 09:55
Spero di no,ma non mi sorprenderebbe sentire il solito commento sulla solita sconfitta di carattere,del tipo "missione riuscita,equipaggio massacrato".Con i francesi,poi...