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Il Compagno Totti

Italiani? No, grazie

08/03/2010       Autore Marco Barzizza       sport/i-love-nba     Voti (16):

Meglio il Gallo del duo Mago-Beli. Ma il derby ‘italiano’ tra l’accozzaglia New York e la centrifuga Toronto delude. Poca luce per i nostri, Raptors ai playoffs e game over per le speranze della Mela.


Italiani? No, grazie



TORONTO-NEW YORK, LE INVISIBILI

Venerdì notte si è  svolto il terzo derby ‘italiano’ tra Raptors e Knicks, e il finale è stato identico a quelli precedenti: vince Toronto, ma tra i due tricolori fa meglio Gallinari. Peccato che il meglio di questa volta sia sostanzialmente il peggio di ciò che la partita ha offerto, e non per colpa loro. Per via di una gara nelle quale si è visto tutto fuorché gioco bello e organizzato, i malcapitati Andrea e Danilo -escludendo il povero Marco Belinelli, ancora relegato ai margini della panchina- hanno potuto farsi vedere poco. 13 punti per il Gallo e 9 per il Mago, che ha inizio terzo quarto è stato anche costretto ad andare in spogliatoio per farsi medicare dopo un colpo fortuito alla testa ricevuto da un compagno di squadra. Italiani opachi, ma squadre invisibili. I Knicks sono una accozzaglia di giocatori che pensano più al loro tornaconto personale che al gruppo, messi insieme per mantenere una dignità molto spesso andata perduta (di cui Mc Grady è la cartina di tornasole). I Raptors, che una struttura ce l’hanno, si fanno tirar dentro alla centrifuga del non gioco, ma -ben per loro- orfani di Bosh, riescono a vincere 102-96. Toronto continua la sua marcia verso playoff, mentre su New York cala il sipario.

CLEVELAND CRACKS

Girovagando altrove, troviamo altre notizie che stupiscono. Come la sconfitta di Cleveland nella notte di sabato sul campo dei Milwaukee Bucks, squadra in gran forma che ha vinto nove delle ultime dieci partite giocate, e ora sesta nella classifica della Eastern Conference. L’assenza di LeBron James (tenuto a riposo precauzionale) si fa sentire, e i Cavs affondano sotto i colpi dell’ex Lottomatica Brandon Jennings, che realizza 25 punti in 35’ sul parquet. Insieme a lui, i 16 di Delfino e i 15 di Bogut creano il vantaggio che permette ai ‘cervi’ di mantenere fino al 40’ lo scarto di sette punti. Per Cleveland, unici uomini in doppia cifra sono stati Jamison -rivelatosi ottimo acquisto- e West, che realizzano rispettivamente 30 e 27 punti, ma il resto della squadra va ben sotto le medie stagionali. Sconfitta che non pregiudica niente, visto l’enorme vantaggio a Est degli arancio-blu, ma che ravvisa qualche crepa nel sistema ‘senza James’(e mancava anche Shaq). 

PADRONI A EST

Intanto la settimana ha premiato gli Orlando Magic, giunti alla quarta vittoria consecutiva e unici (vista l’incostanza dei Celtics che però hanno vinto le ultime tre) a provare a tenere il passo dell’irraggiungibile Cleveland. Come dicevamo le settimane passate, a una ventina di partita dal termine la tavola sembra ormai apparecchiata soprattutto a Est, dove l’equilibrio davanti è venuto meno dopo i primi due mesi di Regular Season. Da stabilire ci sono le ultime quattro posizioni che permetteranno l’accesso alla Post Season. Toronto, Milwaukee, Miami e Chicago al momento tengono strette le posizioni dalla 5 alla 8, con un discreto vantaggio sulle inseguitrici. Tra le quali l’unica in grado statisticamente di rosicchiare una posizione è Charlotte, che ha vinto le ultime due ed è a una sola vittoria dai Bulls. 

EQUILIBRIO A OVEST

A ovest la situazione è  più equilibrata, ma i distacchi sono ugualmente importanti. Considerando già promosse chi ha raggiunto le 40 vittorie, ossia Los Angeles (Lakers), Dallas, Denver, Utah e Phoenix, dietro la bagarre è nel vivo. Oklahoma, San Antonio, Portland, Houston, Memphis e New Orleans: sei squadre per tre posti. Chi sta meglio sono Spurs e Blazers, che vengono rispettivamente da quattro e tre vittorie consecutive, con un bottino che va di pari passo (sette vittorie nelle ultime dieci giocate). Chi sta peggio sicuramente è New Orleans, che presto potrebbe dire addio a ogni sogno di gloria. Sono infatti tre le vittorie nelle ultime dieci, e l’ottavo posto è distante sei vittorie. Ma lo stesso discorso vale per Houston e Memphis, che hanno solo una gara di vantaggio sugli Hornets.

MAI DIRE MAVS

Per chiudere, l’ennesima menzione speciale va ai Dallas Mavericks, la miglior squadra dell’ultimo mese. Sono undici le vittorie consecutive, e solo tre quelle che mancano per raggiungere i Lakers, anche se resta difficile che ciò accada. Neppure gli infortuni hanno fermato i taxani, che con soli otto uomini a disposizione nell’ultimo match contro Chicago sono riusciti ad avere la meglio. Kidd e Nowitzki sembrano in grado di poter far rivivere al pubblico di Dallas le grandi notti che portarono la franchigia alla finalissima nel 2006. Lì c’era Nash, qui c’è Kidd. Ossia l’unico giocatore che in questa stagione è riuscito nell’impresa di raggiungere tre doppie doppie, con assist e rimbalzi. E proprio contro i Bulls. Dallas spera.


Commenti: (3)

nirvana29

Inviato da simona.macellari@gmail.com il 12:55
Saggiamente una mia amica ha commentato: "la fuga di cervelli che non devono ritornare"

Magari

Inviato da glezos il 16:52
......tornano, tornano. Questi tornano sempre e comunque.....

Che fico

Inviato da biancorossa il 15:55
Ma avete visto il tatuaggio della Juve all'interno dell'avambraccio? Chissà che divertente andare in vacanza con un modello così. Qualcuno ha il suo numero di cell? Bargnani, me lo giri?