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Il Normale Mario

02/03/2010       Autore Ermanno Boiacchi       rubriche/divi-vegeti     Voti (16):

Un Uomo Nero minaccia l’ordine pubblico e la rispettabilità di tutte le categorie professionali italiane. E un giovedì sera pretende addirittura di entrare in un pub nel Fun District milanese.


Il Normale Mario

Nella massima serie italiana si aggira da circa due stagioni un orribile mostro. Trattasi di un ragazzone nero di circa vent’anni, con una marcatissima parlata lombarda e un dubbio gusto in campo sartoriale.
Questo trovatello è figlio di gente che lo ha mollato per più di due anni in un ospedale palermitano con una malformazione renale congenita da operare. E ha avuto l’assurdo ardire di essere affidato -non adottato, per cervellotiche norme legali- da una famiglia bresciana, precisamente di Lumezzane, che lo ha amorevolmente cresciuto ed educato.

Bruciato questo taboo, l’orrido soggetto ha scoperto di avere un talento infinito per il gioco del folber (siamo in Lombardia) e grazie alla complicità di altri soggetti simili, lo ha sviluppato al punto tale da sconvolgere gli equilibri di un grande club come l’ Internazionale FC di Milano, imponendosi a soli 18 anni come un campione sulla rampa di lancio della definitiva consacrazione.

Giustamente questo scempio non è andato giu ai rappresentanti delle tifoserie italiche, che gli ricordano costantemente che “non esiste un negro italiano” che  è un ”figlio di puttana” e che, Fiorentina supporers dixit, deve andare a mangiare le banane.

Altrettanto giustamente, i media hanno puntato l’indice sugli atteggiamenti intollerabili ed irrispettosi tenuti dal marrano nero, così spudorato da essere molto meglio dei suoi avversari in campo, e colpevole di ridare le botte a chi si accolla il dovere di dargliele.

La risposta di questo manigoldo abbronzato è stata vincere, segnare, zittire, e in alcuni casi umiliare gli autori di queste profonde riflessioni post lombrosiane.Quel grande uomo di Christian Panucci, che del brutto figuro potrebbe essere il padre, ha preso un sonoro “zitto” in mondovisione, solo perché reo di avergli ricordato che avrebbe ovviamente sbagliato il penalty che era prossimo tirare, e che invece -diabolicamente- il novello Damien aveva insaccato.

Il paese intero e quindi la sua massima espressione -la Serie A- si trovano quindi di fronte a un problema nuovo e grave: un negro, più bravo dei bianchi, e che ne ride pure. Deve esserci qualcosa sotto: come minimo, il soggetto in questione deve sacrificare bambine a qualche strano dio per garantirsi un simile talento.

Questo criminale potenziale sarà quindi anche socialmente pericoloso? Quali orribili droghe o sostanze assumerà mai per essere così mortalmente fastidioso?

Ve lo diciamo noi.

L’essere entra in un pub nel pieno centro del fun district milanese alle 22 di un giovedì sera. Attende che la proprietaria del locale, che ovviamente non ha idea di chi sia, lo degni di attenzione. A quel punto, con voce bassa, dimessa, chiede addirittura un the caldo, con limone.

Fatto questo, ha l’ardire di berlo seduto al banco, senza dire nulla, senza sentirsi dire nulla nella folla della movida milanese. Sembra uno che pensa agli affari suoi, anzi, è proprio uno che pensa agli affari suoi.

Finito il the, chiede una minerale naturale, condendo la richiesta (la pretesa, quasi) sussurrando un “per favore…”. Beve, paga il conto, ringrazia, dice buonasera ed esce.
E’ vestito come un ragazzo normale, con un pessimo gusto. Gira l’angolo e sparisce. Mario Balotelli è uscito dal pub, e nessuno si è accorto di lui.
Miracolo a Milano?

 

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