Il forcone di Satana
03/03/2010
Davide Camicioli
sport/rewind
Voti (15):
Tutto rinviato, tutto da rifare: in testa non allunga né accorcia nessuno. Dietro, molto dietro, spunta il tridente dagli inferi (non quello di Leo), e fa un po’ più male alle terga delle ultime della fila.
Premessa: non sono nichilista. Detesto l’orientamento filosofico che nega l'esistenza di valori e di realtà comunemente riconosciute. Sono propenso a seguire i dettami euristici, o meglio la ricerca incessante della verità. Mi sono lasciato trasportare da questi pomposi pensieri (o meglio reminiscenze scolastiche) perchè in questa settimana, dopo la brutta prova degli azzurri di Lippi, si è parlato quasi esclusivamente del duello a distanza tra Milan ed Inter. Domenica in molti parlavano di fuga definitiva, e match point dei neroblù. E invece tutto rimandato, o quasi.
LA LANTERNA DI NEREO
Vengo subito al quasi. L’Inter è la squadra più forte del campionato (ecco perché non sono nichilista) e il campionato lo può gettare alle ortiche solamente lei, perché il Milan che ha trovato con Leonardo la quadratura del cerchio manca in zona goal, e la Roma fa quasi esclusivamente della sua praticità la sua vera forza. Ma tutto ciò non credo basti a far scucire dalle maglie interiste lo scudetto, e per questo mi sento molto euristico. In poche parole, i ragazzi di Mourinho (anche se non hanno brillato contro un Genoa disposto con dettami di gioco che ieri hanno ricordato le idee di Nereo Rocco) hanno dalla loro una forza tale -sia di organico che di determinazione- da fare frenare col passare delle giornate di campionato anche le speranze dei più ottimisti detrattori degli interisti.
MA A MILANO NO
E’ stato un weekend pieno di reti, tranne nelle gare delle due milanesi. L’inizio della tenzone agonistica aveva visto la vittoria della Juventus a Firenze. Una squadra, quella bianconera, sistemata in maniera ottimale (viste le assenze) da quel volpone di Zaccheroni. Che ha anche il coraggio -o forse le palle- di tenere in panca sia Cannavaro che Grosso, e che ritrova la posizione giusta a quell’oggetto misterioso che era -o è- Melo. La Fiorentina? Beh, la squadra viola ha un’unica attenuante: la mancanza di un goleador. Insomma manca Mutu, perchè Gilardino (che non ha lasciato rimpianti a Milano) è un buon bomber, ma non un campionissimo. A quel grande tecnico e uomo di Prandelli oso suggerire, come lui aveva più volte fatto in passato, di non commentare la moviola ma di guardare i numeri: i suoi ragazzi in nove (dico nove) gare hanno vinto una sola volta. E questo credo valga più di tante parole.
IL TRIDENTE DI SATANA
Poche parole anche per il Napoli. Il quale, esaurite le energie psicofisiche derivanti dalla cura Mazzarri, è rientrato nella normalità del proprio rendimento. Chi invece sta andando a mille sono il Palermo e la Sampdoria. Delio Rossi e Luigi Del Neri vivono dolci momenti di rivincita con i loro ex presidenti, e soprattutto sembrano gli emuli di quel film che voleva anche la classe operaia in paradiso. Alle porte dell’ inferno precipitano a rotta di collo Lazio, Livorno e Atalanta, mentre il Siena sente già la punta del tridente di Satana. La strada è ancora lunga, ma le posizioni sembrano piuttosto delineate un po’ per tutti.
Le prossime due settimane rappresentano per il calcio milanese e fiorentino -come per tutto il calcio nostrano- la prova della verità. Leviamoci le pitture dalla faccia, sotterriamo l’ascia di guerra per due settimane e tifiamo tutti per i nerorossobluviola: la coppa dalle cosiddette grandi orecchie deve tornare nelle bacheche italiane.





