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Buona la prima

02/03/2010       Autore Duccio Fumero       sport/rugby-hour     Voti (27):

Schivato il cucchiaio, i nostri tirano un sospiro di sollievo con la testa al tormentone Celtic League. Intanto, al Millennium di Cardiff i XV de France non lasciano nemmeno le briciole.


Buona la prima



Festa latina al terzo turno del Sei Nazioni 2010. Vince finalmente l’Italia, e la Francia prenota il titolo. Debacle britannica, con anche l’Inghilterra battuta dalla più caliente delle Unions, ovvero l’Irlanda.

CUORE AZZURRO

Era la sfida più attesa, quello che ormai è il classico spareggio degli ultimi tra i primi. Italia e Scozia si sono affrontate al Flaminio con il cuore in campo e la testa rivolta alla questione Celtic League. Ne è uscita una partita non spettacolare, con una Scozia confusionaria nei trequarti, incapace di pungere e che ha subito l’aggressività azzurra, in special modo quella di un indemoniato Mauro Bergamasco. L’Italia, come sempre, ha puntato forte sulla difesa. 110 placcaggi hanno spezzato le resistenze scozzesi, un Mirco Bergamasco ispirato al piede ha tenuto la partita in equilibrio per trequarti di gara, mentre la lotta più dura si giocava in mischia. L’Italia soffre in touche, resiste in mischia e si fa valere nei momenti topici della partita. La Scozia va due volte vicinissima alla meta, ma gli interventi provvidenziali degli azzurri ‘obbligano’ il TMO a non assegnare i cinque punti agli highlanders. Quando la stanchezza sta per avere la meglio sugli azzurri, però, ecco che il primo vero attacco azzurro sfonda. Gower inventa un’autostrada per Canale, Gonzalo vi si infila, porta con sé metà difesa scozzese, aspetta rinforzi e all’arrivo di Pablo Canavosio ricicla un ovale perfetto per il mediano di mischia che ringrazia e si tuffa oltre la linea. Meta, festa, vittoria. La prima del torneo, la più importante. Anche in chiave Celtic League.

FURIA FRANCESE

Tre vittorie su tre, una superiorità  evidente e la sensazione che ormai ci siano pochi ostacoli tra la Francia e il Sei Nazioni 2010. Anche il Galles soccombe di fronte a una squadra che sa essere cinica anche quando non è bellissima, che concretizza un primo tempo abulico da parte dei padroni di casa, assenti ingiustificati per 40’ al Millennium Stadium di Cardiff. La Francia segna, diverte e non lascia neanche le briciole a un Galles sempre più in crisi d’identità. Una squadra che non sa sfruttare il potenziale umano che ha, una formazione troppo legata agli umori dei propri campioni per essere competitiva. Il Galles cerca per la terza volta un’impossibile rimonta nella ripresa. Torna sotto ai francesi, avrebbe anche un uomo in più grazie all’espulsione temporanea di Parra. Ma proprio quando bisogna giocare per vincere, ecco che il cervello si spegne ancora. Alla Francia non serve molto per mettere in cassaforte il risultato, rilassarsi e concedere un’ultima, inutile meta al solito Shane Williams. Tre vittorie e sogni di Grande Slam che restano intatti in casa francese. Due sconfitte e molti dubbi che assalgono Warren Gatland a un anno e mezzo dai mondiali.

RINASCITA IRISH

Dopo la delusione di Parigi, la trasferta a Twickenham poteva essere pericolosa per l’Irlanda. Il contraccolpo psicologico della prima sconfitta dopo una lunga scia di vittorie poteva essere l’arma in più per Martin Johnson alla ricerca di un risultato convincente per scacciare le critiche che piovono da mesi sull’Inghilterra. Invece l’Irlanda si è ritrovata, ha gestito un match che l’ ha vista dominare fin dall’avvio e, dopo un calo fisiologico, ha saputo ribaltare il risultato e portare a casa una vittoria che li rimette in corsa per il titolo. L’Inghilterra continua a non essere bella, a fare un gioco sterile che non dà spettacolo e raramente porta a un risultato positivo per Jonny Wilkinson e compagni. Eppure nella terra degli Albioni i campioni non mancano. Il problema è che non viene loro permesso di giocare come saprebbero. L’Inghilterra si adatta sempre -e troppo- al gioco scelto dagli avversari: si è visto con l’Italia e si è rivisto sabato. Questo permette a chi li affronta di gestire la partita, di accelerare il gioco quando si sente che i trequarti sono in vena, o si rallenta l’azione quando si vuole difendere e rifiatare. Un vantaggio troppo grande per l’Irlanda, che infatti ne ha sapientemente approfittato.

FUTURO PROSSIMO

Una settimana di riposo, e tra due settimane si torna in campo per il penultimo turno di questo Sei Nazioni 2010. Sfide incrociate per le quattro Unions, mentre domenica 14 marzo a Parigi la Francia ospiterà l’Italia. Per gli azzurri una sfida difficilissima, quasi impossibile, ma l’entusiasmo nato dal successo sulla Scozia potrebbe dare quel coraggio e quella voglia a Zanni e compagni per provarci. L’Irlanda ospita invece il Galles, e punterà alla vittoria per restare in scia ai francesi e giocarsi tutto nell’ultimo turno del torneo. Gli uomini di Warren Gatland arriveranno a Dublino dopo due settimane di processi, con una situazione difficile interna e dovranno trovare le giuste motivazioni per cercare di fermare l’armata dei tuttiverdi. Al Murrayfield di Edimburgo, invece, andrà in scena il match meno prevedibile del lotto. La Scozia ospita l’Inghilterra: due squadre finora deluse, nonostante le due vittorie inglesi, e una sfida che nessuna delle due formazioni può permettersi di perdere. Gli highlanders hanno buttato via troppe occasioni fino a ora, e quella con gli inglesi è forse l’ultima chance per non chiudere con un whitewash il torneo. L’Inghilterra, invece, vincendo si rilancerebbe in chiave titolo 2010. Ma una sconfitta potrebbe essere fatale per il futuro di Martin Johnson sulla panchina della rosa rossa.

ducciofumero@blogosfere.it

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