Si parte!
03/02/2010
Duccio Fumero
sport/rugby-hour
Voti (16):
Irlanda-Italia, Inghilterra-Galles e Scozia-Francia: è il menu del primo turno del Sei Nazioni 2010. 240’ di grande rugby per saggiare subito le reali potenzialità delle sei regine d’Europa.
Sbarcano gli azzurri. L’avventura dell’Italia di Nick Mallett nel torneo inizia a Dublino, dove parlare di sfida proibitiva è un eufemismo: il nostro VI Nazioni parte contro i campioni in carica e detentori del Grande Slam.
PACK TO PACK
Una partita che vedrà di fronte due dei migliori pack del mondo: quello azzurro guidato dal duo di piloni Perugini-Castrogiovanni, quello irlandese che si affida all’esperienza e all’attitudine a giocare assieme degli uomini di Munster. Sarà proprio in mischia che l’Italia dovrà -come sempre- cercare di limitare gli avversari, rendendo i palloni il meno giocabile possibile. Se infatti la mediana dei tutti verdi avrà palloni puliti e veloci da dirottare al largo, allora per i trequarti azzurri saranno dolori. Troppo tecnici O’Driscoll e compagni, troppo veloci e -soprattutto- bravissimi a trovare impreparate le difese avversarie. Quindi, se si lascerà il pallino del gioco alle linee arretrate irlandesi non ci sarà partita. E questo nonostante un paio d'importanti assenze nelle file irlandesi, in primo luogo quelle del talento Sexton e della prima linea Horan. Per questo, nonostante l’ottimismo di Troncon alla vigilia, sarà importante il gioco tattico al piede degli azzurri. Non si dovrà -come si è fatto in tutto il 2009- calciare senza pressare, non si dovranno lasciare palloni giocabili né dare modo ai trequarti di impostare ripartenze. Ed è qui il grosso limite azzurro, giocare al piede: vedremo se questi giorni di raduno hanno cambiato le carte in tavola. L'Italia, inoltre, si presenta all'appuntamento con il dubbio Craig Gower: il centro/apertura azzurro è infortunato, e la sua presenza sabato è in forte dubbio. Al suo posto, Mallett potrebbe spostare a numero 10 l'estremo McLean o rischiare un esordio di fuoco per il giovane Riccardo Bocchino. Scelte rischiose, ma che rischiano di essere dovute e che, soprattutto, non potranno essere utilizzate come scuse in caso d'insuccesso.
GOLDEN OUTSIDERS
A Twickenham vanno in scena gli outsider: Inghilterra e Galles si presentano al Sei Nazioni 2010 senza i favori dei pronostici. Tutti i bookmaker li danno come possibili outsider, ma con quote lontane da quelle d’Irlanda e Francia, le due nazioni che sulla carta si giocheranno il titolo. La sfida di Londra, quindi, deciderà quale delle due formazioni britanniche può sperare di essere la sorpresa del torneo. Entrambe le squadre si presentano all’appuntamento con diverse assenze e con più dubbi che certezze. Due formazioni che hanno storicamente un buon amalgama tra pacchetto di mischia e trequarti, con i primi più fisici che di qualità e i secondi veloci e atletici. L’Inghilterra punterà forte sulla mediana, dove torna finalmente Jonny Wilkinson che avrà il compito di dettare i tempi e inventare giocate estrose per lanciare i trequarti in avanti. Un obiettivo che, però, a novembre si è scontrato con i limiti tecnici dei compagni di Sir Wilko, spesso in ritardo rispetto alle invenzioni del loro mediano d’apertura. Il Galles, invece, ha recuperato in extremis l’estremo Byrne (la cui squalifica è stata trasformata in una multa), e ha nelle ali Williams e Halfpenny quell’estro e velocità che potrebbe mettere in difficoltà gli inglesi. Warren Gatland ha annunciato che giocherà il più possibile alla mano, limitando al massimo quei calci tattici che ormai dominano il rugby moderno. Un azzardo sicuramente spettacolare, ma che potrebbe essere l’arma vincente e al tempo stesso la tattica suicida di un XV che deve ancora comprendere le proprie potenzialità.
CHAMPAGNE BLEU?
La Scozia testa la forza francese. Ultimo appuntamento, domenica, al Murrayfield di Edimburgo per la partita tra la Scozia e la Francia. Anche qui un appuntamento dalle mille incognite, che potrà chiarire fin da subito molto sul Sei Nazioni delle due squadre. La Scozia -all'esordio nel torneo con Andy Robinson in panchina- è sicuramente sfavorita, ma a novembre ha mostrato una consistenza e un carattere che ne fanno un'avversaria temibile per chiunque, soprattutto tra le mura amiche. La mischia è in forte crescita ormai da un paio d'anni, i trequarti hanno talento anche se difficoltà a concretizzare e, infine, c'è finalmente titolare quel Chris Paterson che al piede è una macchina da punti. Se riusciranno a impostare un match fisico, di mischia e a portare la Francia a giocare in maniera fallosa potrebbero giocarsi il match. Dall'altra parte, invece, una Francia con molte assenze deve dimostrare di essere veramente l'avversaria numero uno dell'Irlanda e -come molti bookmaker dicono- la vera favorita per la vittoria finale. Puntare sui singoli, giocare veloce e non farsi asfissiare nella battaglia di trincea scozzese sono i must della formazione di Marc Lievremont per portare a casa una vittoria convincente. E' da Edimburgo che deve partire la corsa al titolo della Francia. Ma nel caso dovesse arrivare una sconfitta inaspettata, il sogno potrebbe infrangersi proprio al Murrayfield.
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