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Le meglio risse del GF 10, Vol. 1

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Mou e la tribuna

Cul-De-Sac

16/02/2010       Autore di Aldo Vitali       sport/a-qualcuno-piace-aldo     Voti (16):

Aldo Vitali alle prese col derby più gonfiato di attese e maneggi che si ricordi negli ultimi anni. Con cartello finale a (non) sorpresa: da ‘Tutto Esaurito’ a ‘Tutto Inutile’.


Cul-De-Sac

di Aldo Vitali

 

Lo dico subito: per un interista è stato il derby più bello da parecchi anni a questa parte. Molto meglio del quattro a zero dell’andata, con un unico rimpianto: in undici contro undici i gol avrebbero potuto essere otto. Questo con una squadra ridotta prima in dieci e poi in nove, che chiude i conti senza subire gol in un modo che (credo) non abbia precedenti nella storia del derby. Novantotto minuti memorabili, ma anche molto indicativi di come stanno andando le cose in Italia.

REGOLE ZERO

Perché dico questo? Perché il numero degli episodi indirizzati a favore del Milan è stato talmente clamoroso (un buon 80%) da oltrepassare la linea della decenza. Incomincio proprio dall’inizio, quando lo stadio si è letteralmente rivoltato contro l’arbitro per la mancata ammonizione di Ronaldinho al primo pallone. Lì si è captato immediatamente un clima di tensione che oltrepassava la posta in palio, un’atmosfera rovente creata evidentemente sulla scia dei maneggi avvenuti in Lega di recente, con lo spostamento ‘ad societatem’ (leggi quella di Galliani) di questa e quella partita. A posteriori, se lo scopo era fare perdere l’Inter, si è ottenuto il risultato opposto. Chiarisco: il Milan ha sì tratto qualche vantaggio dall’incredibile rinvio della partita di Coppa Italia con l’Udinese, ma la cosa più grave è stato il clima generato dalle manovre in Lega. Il tifoso (non solo quello interista) ha visto che nel calcio italiano ci sono persone che fanno quello che vogliono e decidono unilateralmente, in barba alle regole. E -in questo caso- fregandosene di una società e di una squadra che dovrebbero avere un certo peso in Lega, anche a causa di qualche scudetto vinto di recente. Invece, niente.

LUI SI’, TU NO

Secondo me proprio questo è il punto: la cosa in sé. Quindi non tanto la mancata ammonizione di Ronaldinho, o le altre decisioni da brividi prese da Rocchi a San Siro. Alla fine abbiamo assistito a una coda surreale: a causare i commenti seccati di larghi settori della stampa non è l’arroganza pre-derby del Milan con i suoi traffici in Lega o l’arbitraggio scandaloso di Rocchi, ma le parole di Mourinho nel dopo partita. Parole che trovo pienamente giustificate, perché qui non si tratta del rigore dato o non dato o dell’espulsione di Sneijder, che ci stava o non ci stava. Ma quando tutte (e sottolineo tutte) le decisioni vengono prese a favore di una parte, quando vedi Ambrosini e Favalli che commettono falli in serie senza correre nemmeno lontanamente il rischio di venire sanzionati -visto che hai fischiato il fallo, il doppio giallo per quest’ultimo su Maicon grida vendetta, che il fallo ci fosse o no-, allora ti vengono dei brutti pensieri. La metto giù diversa: quando non viene ammonito Ronaldinho (protagonista annunciato) per quell’entrata assurda, e dopo dieci minuti c’è un cartellino giallo del tutto inventato per Beckham (comparsa mediatica), si capisce che siamo testimoni di uno stato confusionale che nel tentativo disperato di dimostrare equità fa in realtà pendere tutto da una parte. Le parole di Mourinho, Moratti e Paolillo sono solo la naturale conseguenza di quanto si è visto in campo.

IO TI PROPONGO

Cosa fare, allora? Beh, incominciamo ad andare a vedere da vicino come ha arbitrato il signor Rocchi, e che partita ne è venuta fuori. Poi andiamo a verificare le ragioni per le quali il signor Galliani ha fatto spostare a suo piacimento più di una gara del calendario federale, e in quale modo l’ha fatto. Poi diciamo pure che Mourinho ha sbagliato a spargere accuse e sospetti, e squalifichiamolo. Ma poi squalifichiamo anche Galliani, per avere di fatto ridisegnato parte del calendario (prima del derby, guarda caso) senza avere agito nei termini del regolamento -norma dei 10 giorni, eccetera-, calpestando completamente qualsiasi regola con la scusa che “la cosa importante è che le squadre si mettano d’accordo tra di loro”. Nel calcio italiano il quadro è cambiato davvero poco: Galliani è stato il presidentissimo in Lega fino a un quarto d’ora fa, ed è ovviamente tuttora potentissimo. Eppure, nonostante i maneggi, è stato tutto inutile: il Milan non ce l’ha fatta, anzi: ha rimediato una figura barbina. Come mai? Forse perché hai Favalli, Antonini e Abate contro Maicon, Samuel e persino Santon; proponi Gattuso-Ambrosini contro Cambiasso-Zanetti; di qua c’è Dida, di là Julio Cesar; tutto il tuo schema è palla a Pirlo- palla ad Antonini- palla ad Abate- palla a Beckham –cross; tu prendi Huntelaar e gli altri Milito; ti guardi intorno al mercato di gennaio mentre gli altri prendono Pandev, che a te naturalmente “non interessa”.  Potremmo andare avanti fino a notte.

VICOLO CIECO

Ovviamente, il campionato non finisce qui: tre punti col Milan contano come tre punti col Siena, come direbbe Lapalisse e come ha ribadito Mourinho. Finisce qui invece la questione tra Inter e Milan, ovvero -come si strombazzava un po’ ovunque- la capolista dal non-gioco e la “squadra più bella del campionato”. Finisce qui, nel senso che non mi sembra che i rossoneri abbiano la tenuta e la caratura per arrivare fino in fondo. Con due-tre squadre all’inseguimento la logica sarebbe diversa, ma finora (mi dispiace per i giornali sportivi) l’anti-Inter non si è proprio vista. Piuttosto, mi aspetto un’inchiesta con squalifica e/o multa per Mourinho-Moratti-Paolillo, dato che Lega, Federazione o chi per loro sono nel classico cul-de-sac. In un mondo normale, le dichiarazioni dei tre nel dopo derby sono gravissime: in pratica, sottintendono che sarebbero in atto manovre occulte extracalcistiche volte a falsare il campionato, e queste allusioni portano automaticamente a un’inchiesta. Se non ci sarà nessuna inchiesta sarà ancora peggio, perché in questo caso sarebbe implicitamente dimostrato che le accuse del trio neroblu hanno un fondamento. Quindi trovo naturale e giusto che si vada a fondo in questa vicenda. Perché -detto tra noi- mi preoccuperebbe molto di più che non lo si facesse. Vorrebbe dire che Mourinho ha ragione, e che il suo annunciatissimo secondo scudetto è davvero in pericolo.

 

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