Chianti e partitella
04/02/2010
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Domanda & Risposta con Giorgio Chiellini all’insegna di videogames, Facebook, Ligabue e degli spaghetti al limone al sole di Livorno. Tra il serio e il faceto.
Chiacchierata con Giorgio Chiellini, a qualche giorno dall’avventura della nazionale alla Confederation Cup 2009. Il gigante azzurro si è prestato di buon grado –e di buon umore- a una gragnuola di veloci punti di domanda.
- Cosa fai nel tempo libero? Hai altre passioni, oltre al calcio?
GC: Sono un grande appassionato di videogames. La PSP è la mia console preferita perchè mi permette di giocare ovunque. Ho un computer portatile che porto sempre con me, e appena posso vado su www.hattrick.org. E’ un gioco manageriale strategico: costruisci la tua squadra vincente e puoi sfidare altri utenti collegati da ogni parte del mondo.
- Non dirmi che stai già preparando un futuro da allenatore…
GC: No, la panchina mai!!! Questo sito mi appassiona perchè è diverso dai superclassici games come Fifa e PES, con i quali sfido i miei amici o i compagni in ritiro. Qui sei solo contro il resto del mondo.
- Segui altri sport?
GC: Adoro tutto lo sport: il tennis, la pallavolo ma soprattutto il basket NBA. Sono un vero appassionato, e tifo per i Lakers del grande Kobe Bryant. Ma il mio campione preferito è il tennista Roger Federer.
- Hai un idolo di gioventù?
GC: Paolo Maldini, per il ruolo e per il campione che è dentro e fuori dal campo.
- Musica? Libri? Cinema?
GC: Ogni mattina prima degli allenamenti leggo i maggiori quotidiani nazionali, anche per vedere se scrivono bene di me! A parte gli scherzi, adoro Diabolik e il libro che ho sul comodino è ‘Il Codice Da Vinci’. Dal punto di vista musicale i miei gusti variano molto. Un occhio di riguardo è sempre rivolto a Ligabue, il cantautore che più di tutti mi emoziona, soprattutto quando ascolto ‘Piccola Stella Senza Cielo’: pelle d’oca. Prima delle partite -sopratutto quando viaggiamo in pullman con la squadra- mi piace rilassarmi e concentrarmi ascoltando il mio iPod: mi scambio spesso le canzoni con Camoranesi. Vado spesso al cinema: il mio film preferito di sempre è ‘I Soliti Sospetti’, ma amo anche i film di Roberto Benigni. E’ l’artista italiano che mi piace di più: mi ha sempre incuriosito, forse perchè è toscano come me.
Vai su Facebook, MySpace o altro?
GC: So che esistono vari fan club su Facebook: i vari social network sono divertenti, anche per tenersi in contatto con gli amici sparsi in tutta Italia e nei vari campionati. Ma purtroppo non riesco a essere costantemente al computer, per cui mi affido al classico telefonino.
- Cosa non può mancare nel tuo guardaroba?
GC: Sicuramente jeans e sneakers.
- La tua giornata ideale?
GC: A Livorno: casa mia d’estate, con la mia famiglia e gli amici, la domenica a pranzo. Papà Fabio, mamma Lucia, i miei tre fratelli: Claudio, Giulio e Silvia e i miei amici storici Valerio, Jacopo, Giulio e Carlo. Grigliata all’aperto nel nostro giardino, tutti insieme a mangiare gli squisiti spaghetti al limone di mia madre, accompagnati da un buon Chianti fresco -il mio vino preferito-, carne a volontà e tante risate. E nel pomeriggio magari ci scappa anche una mini partitella.
- Un consiglio per chi inizia a giocare a calcio.
GC: Beh, ci sarebbe molto da dire. Quello che conta di più sono tre fattori: testa, gambe e cuore. La preparazione fisica è fondamentale: resistenza, velocità, progressione, elevazione e forza fisica richiedono un allenamento costante. Per un difensore centrale come me, l’aspetto tattico non può essere trascurato: fase difensiva e offensiva, schemi, movimenti in sintonia con tutta la squadra, fuorigioco…. Qualche consiglio diretto: per farti notare gioca come sai, non strafare o essere troppo egoista: il calcio è prima di tutto un gioco di squadra. Altra cosa importante: il ruolo spesso non lo scegli tu, ma è l'allenatore a decidere eventualmente dove schierarti in base alle tue caratteristiche e alle necessità della squadra. Io quando ho iniziato a giocare venivo impiegato come centrocampista centrale. Poi, cresciuto, ho ricoperto il ruolo di centrocampista esterno, per poi diventare terzino e ora centrale difensivo. -
Il tuo sogno?
GC: Potere un giorno alzare la Coppa del Mondo con la maglia della nazionale, e vincere la Champions League con i colori bianconeri.
- Se non fossi diventato un calciatore, cosa avresti fatto nella vita?
GC: Forse il medico, come mio padre.
- Sei un testimonial Puma: cosa ti lega a questo marchio?
GC: Sono onorato che sia nata una partnership tra me e Puma, e di poter essere un testimonial di questo brand. Mi ritrovo tra tanti campioni del passato e del presente, da Maradona e Pelè fino a Eto’o, Anelka e il mio compagno Gigi Buffon. Per me Puma rappresenta la ricerca e la qualità nella performance. Ma anche lo stile, sempre nuovo e controcorrente. Mi piace poter scendere in campo al meglio.
- Che caratteristiche deve avere la scarpa di calcio perfetta?
GC: Il fattore-protezione è molto importante, come lo sono il comfort, la traspirazione e la sensibilità nel controllo di palla. Le migliori sono quelle con la tomaia in pelle di vitello, perchè molto morbida e facile da calzare come quella delle mie nuovissime Puma King XL white-rio-red. Le indosso solo da due mesi, ma la differenza c’è. E si sente tutta.
(Un ringraziamento speciale a Manuel Licci)





